Dimmi come parli e ti dirò chi sei

EVENTO ANNULLATO seguirà nuova programmazione e comunicazione data appena possibile

“Usare parole sbagliate significa alzare muri,

usare parole giuste significa costruire ponti.

Cambiare le parole, invece, significa cambiare le informazioni,

i concetti e le idee, e quindi cambiare la realtà.”

tratto da – Iacopo Melio – «è facile parlare di disabilità (se sai davvero come farlo)

Cooperativa Sociale Nuova Vita dal 2007 è impegnata nel campo del sostegno alle persone con disabilità. Nei servizi residenziali i percorsi di semi-autonomia si affiancano ai percorsi laboratoriali, di arteterapia e dramma-terapia che mirano alla promozione dell’individuo, al consolidamento del proprio sé, all’accompagnamento verso una qualità della vita quanto più possibile indipendente ed autodeterminata.

Da anni condividiamo con il territorio progetti e momenti di vita attraverso la creatività, in quanto l’arte, in tutte le sue forme parla attraverso un linguaggio comune e, come tale, permette di superare immagini stigmatizzate e distorte facendo emergere le variabili individuali che caratterizzano ogni essere umano, dove la disabilità è solo una parte della vita delle persone.

Dal 2023 Cooperativa Sociale Nuova Vita aderisce inoltre al progetto “Agenda disabilità” che vede coinvolti circa 300 soggetti tra enti no profit e portavoce della società civile, al fine di promuovere, co-progettare e diffondere buone prassi mirate al conseguimento dei principali obiettivi del “Leave no one behind” dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo sostenibile.

Di disabilità si parla molto, o molto poco: l’immagine della persona con disabilità è quasi sempre veicolata ed accompagnata da percezioni di disagio, di compassione, di tenerezza, di difficoltà. Il termine disabilità si costruisce sulla sua antitesi, ovvero sul concetto di “abile” di “normodotato” e inevitabilmente genera costruzioni di senso e percezione che rimandano alla visione “abilista” della società. Inoltre quasi sempre chi parla di disabilità non rientra nella categoria dei “disabili” e raramente accade che si dia voce ai diretti interessati. Tra costoro inoltre, è frequente che l’immagine che il senso comune attribuisce alla loro persona sia interiorizzata nel meccanismo del looking-glass-self che genera l’interiorizzazione della visione che gli altri hanno di noi.

In questo complesso quadro teorico il linguaggio gioca un ruolo fondamentale, non solo nella perpetuazione e nell’evoluzione del quadro dei pre-concetti e dei pre-giudizi, ma genera nuove stereotipie, nuovi modelli sociali e culturali, dove gli individui si collocano al di là delle caratteristiche individuali di valore o di disagio.

L’unicità di ogni essere umano è semplificata attraverso categorie di pensiero e quindi di linguaggio, le categorie di linguaggio generano a loro volta nuovi schemi di pensiero che si ripercuotono in maniera importante sulla realtà e sulla vita quotidiana del singolo. C’è quindi un nesso fondamentale tra il piano del linguaggio e della parola e la realtà fisica e oggettiva che contribuiamo a costruire ogni giorno.

Ci domandiamo: che forma ha il linguaggio? Cosa non funziona, cosa non è adeguato, cosa ci porta a volere un cambiamento?

Cambiare le parole significa cambiare l’azione, se l’azione cambia le parole quale ruolo assumono?

Attraverso un linguaggio diverso come può cambiare lo sguardo sociale?

Come, cambiando il linguaggio si possono promuovere una società e una socialità realmente eterogenee nelle quali gli individui siano riconosciuti come tali e non attraverso etichette?

Quali sono oggi le parole che ci definiscono come Servizi per le persone? Come costruiamo e gestiamo servizi sociali e socio-assistenziali in grado di supportare efficacemente le disabilità senza perdere di vista la centralità della persona nella sua interezza e unicità?

Come un’evoluzione del linguaggio ci aiuta a raggiungere tali obiettivi?

Tali interrogativi evidenziano quanto sia importante nella costruzione di una realtà sociale effettivamente inclusiva riflettere in primis sul linguaggio stesso in quanto è fondamenta e veicolo di creazione di significati. Lo stesso termine inclusività è in sè discriminante: il concetto di inclusività presuppone che ci sia qualcuno che include e qualcuno che viene incluso, generando un cortocircuito concettuale che va a riprodurre nelle parole e nel linguaggio la dicotomia tra normale (la parte che include) e non normale (la parte che viene inclusa). Analogamente importanti riflessioni andrebbero fatte sul concetto di autonomia, da intendersi non tanto come l’essere indipendenti/fare da soli, quanto piuttosto nel poter prendere decisioni afferenti alla propria persona, in primis il poter scegliere e gestire le proprie dipendenze.

Cooperativa Sociale Nuova Vita utilizza forme creative attraverso le quali i linguaggi dell’arte veicolano emozioni, vissuti, racconti, concetti che comunicano con l’altro al di fuori delle etichette che il linguaggio verbale spesso inconsapevolmente veicola e che relegano le identità dell’individuo a specifiche labels, laddove la disabilità diviene troppo spesso la categoria principe attraverso la quale la persona viene riconosciuta, identificata, “incastrata”, e attraverso la quale ci si relaziona, limitando la possibilità di vedere. Ci pare che proprio l’arte proponga una comunicazione diversa e paritaria con una possibilità di linguaggio universale.

Cooperativa Sociale Nuova Vita vuole proporre un percorso che metta insieme momenti di confronto, condivisione e scambio intorno al tema dell’inclusione e più specificamente del linguaggio inclusivo.

L’evento del 18 maggio, che si svolgerà presso Palazzo Einaudi a Chivasso (TO), vuole configurarsi come un momento di discussione e confronto delle diverse realtà sul territorio, attraverso la riflessione sul linguaggio che viene utilizzato per comunicare e per promuovere un cambiamento reale di inclusione sociale.

L’avvio della giornata è dedicato a un incipit teorico con la presentazione del libro “Nulla su di Noi Senza di Noi” edizione Franco Angeli, da parte delle autrici Prof.ssa Rosa Bellacicco, Prof.ssa Silvia Dell’Anna, Prof.ssa Ester Micalizzi, Prof.ssa Tania Parisi (ricercatrici presso UNI.TO.), che si proporrà come contenitore e fonte di spunto per gli interventi sul tema che seguiranno. Sarà quindi avviata una tavola rotonda durante la quale nel corso della giornata si susseguiranno interventi di vari relatori, l’intervento di un moderatore garantirà la piena partecipazione del pubblico in sala che sarà incentivato a porre domande e riflessioni. La tavola rotonda si concluderà con alcune riflessioni di chiusura. Tutto il materiale proposto dai relatori e le integrazioni concettuali più significative evidenziate dai partecipanti confluiranno in un report di raccolta di tutto il materiale trattato che sarà in un secondo momento fornito a tutti coloro che hanno presenziato all’evento.

Dopo un breve rinfresco sarà quindi presentato lo spettacolo teatrale prodotto da Cooperativa Sociale Nuova Vita insieme al C.I.S.A.S. come risultato di un percorso laboratoriale di teatro integrato.

Parallelamente alla tavola rotonda verranno esposti nella sala adiacente i disegni dell’artista Silvio Vaudano, ospite della RAF Villa Walter di Torrazza P.te, le cui opere fanno parte del progetto della Città di Torino e del Centro Arte Singolare e Plurale “Mai Visti”.

L’inclusività a nostro avviso non può prescindere dall’eterogeneità delle voci coinvolte. Per questo riteniamo fondamentale rivolgere le attività e i dibattiti a una platea di soggetti quanto più rappresentativa dell’argomento trattato. Nello specifico è nostro prioritario interesse coinvolgere diversi target specifici, non solo in veste di uditori: ogni target troverà rappresentanti tra i relatori della tavola rotonda, così che il dibattito acquisisca ricchezza di contenuti, di visioni, di vissuti. Con questo obiettivo saranno invitati:

  • Associazioni e singoli in veste di famigliari, caregiver e soggetti altri che a titolo personale e non professionale si occupano di e hanno a cha fare con la disabilità.
  • Associazioni di categoria e singoli portatori di disabilità, il cui contributo sarà imprescindibile nell’affrontare il tema oggetto di dibattito.
  • Operatori e professionisti che lavorano quotidianamente con le disabilità e che a nostro avviso devono porsi come i primari promotori di un cambiamento nell’uso del linguaggio che divenga motore di cambiamento concettuale e procedurale a partire dal lavoro quotidiano di cura e di assistenza alle persone portatrici di disabilità.
  • Enti e Consorzi che rivestono un ruolo centrale nella strutturazione di modalità di raccordo, presa in carico, supporto di tutti gli attori di cui ai punti precedenti.

Obiettivi e finalità che vogliamo perseguire

* Offrire spunti di riflessione relativamente all’uso quotidiano del linguaggio e di quando questo possa anche inconsapevolmente contribuire alla creazione o al perdurare di pregiudizi nei confronti di chi è portatore di disabilità.

* Contribuire alla diffusione di buone prassi che disincentivino il perpetuarsi di dinamiche fondate sull’ideologia dell’abilismo.

* Consolidare una rete di scambio e arricchimento tra i diversi attori impegnati a diverso titolo nel settore “disabilità”.

* Proporre alla platea dei “professionisti” coinvolti un momento di arricchimento delle proprie competenze nei rispettivi ambiti di appartenenza.

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